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visioni_estasi's Journal
 
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Below are the 4 most recent journal entries recorded in visioni_estasi's LiveJournal:

Sunday, July 20th, 2008
11:41 am
[cartaepenna]
Ritratto


Ritratto di donna - Domenico Ghirlandaio
tempera su tavola, 44 x 32 cm
Lisbona, Calouste Gulbenkian Museum


Piccoli punti intorno al collo come parole legate agli alfabeti
una magia catturata nel corpo della donna.
Sguardi lontani.

"Pensai che ciascuna delle mie parole (ciascuno dei miei movimenti)
sarebbe durata nella sua implacabile memoria;
mi gelò il timore di moltiplicare inutili gesti."
J.L.Borges
Monday, June 9th, 2008
12:55 pm
[elephant_castle]
I bari di Michelangelo Merisi da Caravaggio
...
Era un'altra tela orizzontale, da mezza figura, su cui dipinse tre personaggi in primo piano, con vivi8di dettagli di vita popolare, ma con il medesimo sguardo per l'ingenua bellezza giovanile. Bellori lo definì
"un altro degno dell'istessa lode [...] disposto in tre mezze figure ad un giuoco di carte. finsevi un giovinetto semplice con le carte in mano, ed è una teste ben ritratta dal vivo in abito oscuro, e di rincontro a lui si volge in profilo un giovane fraudolente, appoggiato con una mano su la tavole del giuoco, e con l'altra dietro si cava una carta falsa dalla cinta, mentre il terzo vicino al giovinetto guarda li punti delle carte, e con tre dita della mano li palesa al compagno, il quale nel piegarsi su'l tavolino espone la spalla al lume in giubbone giallo listato di fascie nere, né finto è il colore dell'imitazione.

i Bari erano un altro salto di qualità, dalle due alle tre figure e a un gioco tridimensionale di più complessa costruzione attorno al tavolo dei giocatori di carte. qui, inoltre, le ambiguità dell'innocenza raggirata erano distribuite in un triangolo di asguardi. Il ragazzo dalla pelle morbida, nel suo lucido e nerastro abito prugna da cui spuntavano i polsini e il colletto di pizzo, con il suo scuro cappello a piume tirato all'indietro sul volto pallido, era pericolosamente assorto, immerso nel gioco, un innocente bianco latte che pensava che la gente giocasse attenendosi alle regole. L'uomo barbuto, dal volto segnato e atteggiato quasi a una smorfia che spiava da sopra la sua spalla, l'aria di un soldato che si riposasse fra una guerra e l'altra, con i suoi guanti apparentemente scompagnati, strappati sulle punte delle dita, era quasi una caricatura, un personaggio di Ben Jonson. Il vertice del triangolo era il ragazzo in primo piano a destra, con un occhio al gonzo e un altro al suo più anziano complice. la figura chiave era lui, audacemente presentato di schiena, piegato in avanti verso il piano pittorico in un abito sgargiante ma trasandato, con un meraviglioso pennacchio che gli sventolava dal cappello. Del suo volto si vedeva quel tanto che bastava per rendersi conto che anche lui, in un certo senso, con i suoi occhi spalancati, e la bocca aperta, era un innocente, preoccupato, non sicuro di farcela a portare a termine l'imbroglio con quella carta che si sfilava dalla cintura con una mano dalle unghie sporche. Era in bilico tra gli altri due nel gioco di forze del quadro, aggressore ma vulnerabile, quello che avrebbe potuto rovinare tutto, centro focale del dramma sessuale del dipinto. Se c'era un ragazzo ingenuo, qui, che veniva raggirato, ce n'era un altro che veniva corrotto dal più vecchio.
C'è in questo dipinto un instabile trio tutto maschile che, da un momento all'altro, sarebbe potuto esplodere in violenza. Le carte, i dadi, il bossolo, il tric trac già sporgente dal bordo anteriore del tavolo, erano forse sul punto di volare via. Come sarebbe potuto andare a finire era implicito nello scuro, lungo pugnale, l'oggetto più vicino allo spettatore, arma disadorna dall'impugnatura minacciosamente predisposta per premervi le dita, che cadeva lungo le natiche del giovane baro chinato in avanti sul tavolo, splendidamente rivestite a fasce diagonali d'oro e seta di Borgogna, e che forse l'abate Bellori aveva in mente quando parlò della spalla un po' meno eclatante del giovane.

Fu questo il quadro che cambiò la vita di Michelangelo. Fu così ammirato e imitato che ne restano oltre 50 copie e varianti realizzate da altri pittori.


tratto da M, l'enigma caravaggio di Peter Robb
Ottimo libro, l'ho preso al volo non appena ho capito che trattava la figura di Merisi in maniera storica, non romanzata. bellissime le descrizioni di vita di roma e milano nel '500.

I bari si trova a Forth Worth, kimbell art museum, texas.
Friday, March 7th, 2008
3:12 pm
[cartaepenna]
Tuesday, February 26th, 2008
11:31 pm
[elephant_castle]
leon battista alberti
Tra i testi posseduti da Leonardo da Vinci c'è DE PICTURA di Leon Battista Alberti.
Nato nel 1404, in pieno rinascimento, Leon Battista Alberti è una delle figure più poliedriche occupandosi di poesia, architettura, filosofia, pittura, musica.
Ho trovato on line il testo di De pictura. Trovo molto emozionante leggere un testo studiato da Leonardo.
alcuni passaggi:

" Ma guarda non fare come molti, quali imparano disegnare in picciole tavolelle. Voglio te esserciti disegnando cose grandi, quasi pari al ripresentare la grandezza di quello che tu disegni, però che nei piccioli disegni facile s'asconde ogni gran vizio, nei grandi molto i bene minimi vizi si veggono. Scrive Galieno medico avere ne' suo tempi veduto scolpito in uno anello Fetonte portato da quattro cavalli, dei quali suo freni, petto e tutti i piedi distinti si vedeano. Ma i nostri pittori lassino queste lode agli scultori delle gemme; loro vero si spassino in campi maggiori di lode. Chi saprà ben dipignere una gran figura, molto facile in uno solo colpo potrà quest'altre cose minute ben formare. Ma chi in questi piccioli vezzi e monili arà usato suo mano e ingegno, costui facile errerà in cose maggiori.

Ma perché forse questo imparare ad i giovani può parere cosa faticosa, parmi qui da dimostrare quanto la pittura sia non indegna da consumarvi ogni nostra opera e studio. Tiene in sé la pittura forza divina non solo quanto si dice dell'amicizia, quale fa gli uomini assenti essere presenti, ma più i morti dopo molti secoli essere quasi vivi, tale che con molta ammirazione dell'artefice e con molta voluttà si riconoscono. Dice Plutarco, Cassandro uno de' capitani di Allessandro, perché vide l'immagine d'Allessandro re tremò con tutto il corpo; Agesilao Lacedemonio mai permise alcuno il dipignesse o isculpisse: non li piacea la propia sua forma, che fuggiva essere conosciuto da chi dopo lui venisse. E così certo il viso di chi già sia morto, per la pittura vive lunga vita. E che la pittura tenga espressi gli iddii quali siano adorati dalle genti, questo certo fu sempre grandissimo dono ai mortali, però che la pittura molto così giova a quella pietà per quale siamo congiunti agli iddii, insieme e a tenere gli animi nostri pieni di religione. Dicono che Fidia fece in Elide uno iddio Giove, la bellezza del quale non poco confermò la ora presa religione. E quanto alle delizie dell'animo onestissime e alla bellezza delle cose s'agiugna dalla pittura, puossi d'altronde e in prima di qui vedere, che a me darai cosa niuna tanto preziosa, quale non sia per la pittura molto più cara e molto più graziosa fatta. L'avorio, le gemme e simili care cose per mano del pittore diventano più preziose; e anche l'oro lavorato con arte di pittura si contrapesa con molto più oro. Anzi ancora il piombo medesimo, metallo in fra gli altri vilissimo, fattone figura per mano di Fidia o Prassiteles, si stimerà più prezioso che l'argento. Zeusis pittore cominciava a donare le sue cose, quali, come dicea, non si poteano comperare; né estimava costui potersi invenire atto pregio quale satisfacesse a chi fingendo, dipignendo animali, sé porgesse quasi uno iddio."

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